In ricordo di Michele Colucci, un pezzo di storia del mondo della lettura foggiano

In ricordo di Michele Colucci, un pezzo di storia del mondo della lettura foggiano

Nell’auditorium della Scuola Secondaria Ugo Foscolo, si è svolto l’incontro con Marisa Colucci, figlia di Michele Colucci, lo storico proprietario della libreria Dante di Foggia, protagonista della biografia relativa al progetto Foggia tra Storia e Memoria, alla cui stesura si stanno dedicando gli alunni della classe seconda F, coadiuvati dalle professoresse Angela Russo e Anna Valente.
Nel corso dell’evento, presentato dalla professoressa Teresa Torregrossa, la signora Colucci è stata intervistata dai nostri giovani biografi e ha così ripercorso, a partire dall’infanzia e fino agli ultimi anni, le tappe salienti del coraggioso viaggio paterno, costellato di solidi valori famigliari, dell’affetto dei suoi cari e contraddistinto dall’amore incondizionato per la cultura libraria e per quella libreria che, grazie al suo modo unico di viverla, è stata e continua ad essere, per i cittadini di Foggia, la “casa dei libri in cui sentirsi a casa”.
All’evento hanno preso parte anche le nipoti del signor Colucci, Giorgia, alunna della seconda F, e Giada.
Sono inoltre intervenute la professoressa Lorenza Bellino che ha sapientemente guidato Giorgia nella preparazione del brano di Kabalevsky : Variazioni opera 51 n° 3 “Grey Day” eseguito al pianoforte e Francesca Iannelli. Amica “storica” della famiglia Colucci ha voluto testimoniare anche lei l’eredità più preziosa che il “nonno di Giada e Giorgia” le ha lasciato: l’amore per i libri e la consapevolezza che ad avere un cuore grande e ad essere gentili ci si guadagna sempre.
A conclusione dell’evento Giada e Francesca, alunne anche loro fino a cinque anni fa delle professoresse Bellino e Torregrossa, hanno dedicato al signor Colucci “Easy on me” di Adele. Anche attraverso la musica, Giorgia con le Variazioni di Kabalevsky e Giada e Francesca con il dolcissimo brano di Adele, si è voluto rendere omaggio alla Vita che affonda la propria origine in un timido semino piantato in un grigio giorno di autunno e attende, nel fresco della terra, prima sotto la neve e poi al tepore del sole, di diventare germoglio, poi arbusto, poi albero e ringraziare un nostro concittadino che divenuto chioma farà ombra a tanti semini per una storia che si rinnoverà all’infinito.

Redazione