L’aria fritta di Canonico. Di Bruno Arcano

Ci piacerebbe essere nella testa del Presidente del Foggia per poter capire come riesce a perseverare nel raccontare  tante baggianate. Ieri ha indetto una conferenza stampa presso lo stadio Zaccheria, dove all’esterno del piazzale abbiamo notato tanta forza pubblica che nemmeno se fosse arrivato il Presidente della Repubblica avremmo visto.
Paura o la consapevolezza di essere in difetto? Non lo sappiamo, ma anche questo atteggiamento denota il momento non certo positivo, anzi tutt’altro, che si sta vivendo nella nostra citta’ per via della squadra di calcio.
Di sicuro ieri mattina all’ora di pranzo e di domenica sono stati scomodati i giornalisti solo per farci sapere  con la solita arroganza  le proverbiali ingerenze che vuole adottare  all’interno dello spogliatoio come se quanto accaduto lo scorso anno con Zeman e Pavone non gli sia bastato.
L’episodiom di ieri sera fuori dal casello autostradale di Candela al ritorno della squadra da Pagani dimostra ampiamente che certe affermazioni e dichiarazione servono solo a gettare benzina sul fuoco.
E’ pur vero che  i tifosi, i quali ancora ieri, hanno espresso a chiare lettere il loro malcontento, la rabbia e la fine della loro pazienza in un comunicato, continuano fedelmente a seguire i rossoneri in casa, ma Canonico continua a parlare di aria fritta e a fare reprimende che sanno dell’incredibile.
Ci chiediamo se in qualsiasi squadra, dalla 3^ categoria alla serie A  e’ il Presidente, anche se e’ colui che mette i soldi, a decidere chi e come mettere fuori rosa i calciatori. Forse sono cambiate le dinamiche del calcio  ma a noi risulta ancora che dovrebbe essere il tecnico o il direttore sportivo a prendere certe decisioni nel perimetro dell’area tecnica.
Purtroppo nostro malgrado abbiamo scoperto che solo a Foggia succede che a farlo debba   essere l’azionista di maggioranza, cosi’come e’ accaduto con Alessio Curcio quando arbitrariamente gli tolse la fascia di capitano la scorsa stagione pensando di mettere Zeman e Pavone in rotta di collisione con lo spogliatoio peraltro senza riuscirci perche’ assolutamente privo del carisma necessario per reggere il confronto con loro.
Sempre ieri, per le sue scarse conoscenze della materia pallonara, ci ha rifilato un’altra favola e cioe’ che se si toccano  i calciatori sara’ costretto a dare le dimissioni solo che questa affermazione  entra in piena contraddizione con quello che aveva appena  detto sulle modalita’ della messa fuori rosa degli stessi atleti da parte sua, dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, la sua mancanza di equilibrio e di coerenza.
“ Mister confusione” potrebbe farci capire se esiste un filo logico nelle frasi sconnesse che dice?
Gli consigliamo vivamente finche’ restera’ alla guida del Calcio Foggia1920  di mettersi  da solo in silenzio stampa cosi’ da evitare di costringerci ad  ascoltare parole e concetti  di un “dilettate allo sbaraglio”.
Ha anche parlato della diatriba con la socia Maria Assunta Pintus adducendo che se il tribunale gli dara’ torto anche il 24 ottobre  ( come gia’ successo in tre occasioni) onorera’ il debito ma gli paghera’ meno di quello che dovrebbe come al solito senza spiegarci il perche’.
Ma il problema e’ che avrebbe dovuto pagare   gia’ un anno e mezzo fa e poi per non farsi mancare niente ha accusato genericamente i giornalisti, che non fanno altro che mettere in evidenza quello che accade, di dire e scrivere falsita’ circa la situazione di crisi economica della sua gestione societaria. (a questo proposito abbiamo preparato un articolo molto esaustivo che metteremo alla vostra attenzione  in settimana, con la  cronistoria e le cifre precise ).
Ci chiediamo infine quando finira’ questo stillicidio?
La situazione e’ molto grave, anzi catastrofica, sia a livello tecnico che a livello economico, dobbiamo solo sperare che a questo punto sia  Gallo che Lauriola facciano come fece Marchionni ai tempi delle liti giornaliere tra Felleca e la Pintus, dovranno essere bravi a blindare la squadra e come ha detto lo stesso direttore sportivo durante la sua presentazione, chiudere la porta dello spogliatoio e del terreno di gioco, non con un lucchetto bensi’ con una lastra di ferro e saldarla talmente bene da non consentire a nessuno e dico nessuno di metterci piede fino al termine di questo bruttissimo momento.
A buon intenditor……

Bruno Arcano