E’ morto Pasquale Casillo. Ci lascia un pezzo della storia rossonera

Aveva sognato il Foggia in Europa. Ci arrivò ad un passo dal realizzare il suo sogno. Amava il Foggia, tanto da renderlo parte della sua esistenza. Pasquale Casillo è morto nel silenzio di una piazza sportiva che vorrebbe sfogarsi per tutto quello che è accaduto di recente, grida soffocate dall’attesa del Tribunle sportivo per la riammissione in terza serie. Una giustizia che prima condannò lo stesso Pasquale Casillo, considerato vicino a illustri camorristi, poi lo scagiono’ affibiandogli una condanna più severa: quella di averlo privato di tutto, ma non della sua dignità. A Foggia si ricordano solo i momenti negativi, come se la storia fosse solo una parabola discendente. Se Foggia e il Foggia (di Casillo) lo ricordano in tutto il mondo calcistico vuol dire che dovremmo essere un po’ più riconoscenti. Ma non essendo spesso la riconoscenza di questa terra, ora  che Pasquale Casillo non c’è più forse finalmente gli saranno riconosciute tante cose. Di aver fatto vivere a questa città una delle parentesi sportive ed economiche più importanti degli ultimi 40 anni. Proprietario del Foggia, “re del grano” con i suoi mulini, proprietario del quotidiano “Roma”, sostenitore della nascita della banca Mediterranea e di tante altre realtà produttive. È stato definito anche visionario, dal carattere forte, a volte scontroso (Zeman ne sa qualcosa). Quando il Foggia lasciava lo Zaccheria con una prova deludente trascorreva parte della serata nella redazione del suo giornale come uno zombie che sostava a guardare gli schermi dei computer dei giornalisti, quasi volesse trovare il modo per cancellare quella brutta domenica. Uomo d’onore, ha aiutato tanta gente a Foggia. Avrà sicuramente commesso degli errori. Li ha pagati a caro prezzo. Oggi che non c’è più forse ci accorgeremo che non avrebbe meritato un confinamento sociale ed imprenditoriale così duro. Se il Foggia ha tifosi (anche illustri) ovunque, questo è merito anche di Casillo e delle sue scelte. Molte volte ci siamo domandati: ma perché il Foggia dovrebbe essere diverso dalle altre squadre di calcio? La risposta è in quella maglia che compie 100 anni di storia. Chi continuerà a calcare il manto dello Zaccheria dovrà ricordarsi che ci sono state anche squadre come il magico Real Madrid e il Porto che hanno abituato questa piazza a distinguere cosa significa giocare al calcio. Non ve la prendete se a Foggia vengono considerati tutti allenatori. Tutto sommato chi ha vissuto l’era Casillo può dire a gran voce di aver visto nascere a Foggia il calcio rivoluzionario di Zeman. Il boemo oggi piange il suo presidente, il suo amico di sempre, così come tanta altra gente che, nei tempi bui, forse ha preferito rimanere nel silenzio. Grazie di tutto don Pasquale. Questa città te lo deve, almeno oggi.