Tre ordinanze restrittive. Atti persecutori e violenza.

Nel corso della settimana, personale appartenente alla locale Squadra Mobile, a seguito di attività investigativa coordinata e diretta dalla locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione a tre misure cautelari personali emesse dal GIP del Tribunale di Foggia.

La prima ordinanza, applicativa di misura cautelare personale del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla p.o., è stata eseguita nei confronti I.S. classe 1990.
L’indagata si è resa responsabile del reato di atti persecutori ai danni del suo ex-convivente A.A. classe 1985 cui era stata legata da relazione affettiva.
In particolare gli investigatori della Squadra Mobile hanno ricostruito tutta una serie di condotte di molestia e pressione psicologica. L’indagata, infatti, non permetteva, in maniera del tutto pretestuosa, all’ex convivente di vedere i figli minori avuti nel corso della relazione, lo pedinava sia a piedi che in auto, lo ingiuriava e prometteva ritorsioni. In una specifica occasione l’uomo si era visto costretto a trovare rifugio in un’azienda dopo l’ennesimo pedinamento da parte della indagata.

La seconda ordinanza eseguita in collaborazione con il personale della Sezioni Volanti dell’Ufficip P.G.S.P., applicativa di misura cautelare personale dell’allontanamento dalla casa familiare è stata eseguita nei confronti A.L. classe 1983.
L’indagata si è resa responsabile dei reati di maltrattamento, estorsione e lesione in danno del marito L.A. classe 1951 e del figlio minore ed in particolare infierendo nei loro confronti con continui atti di violenza psicologica e fisica, alimentando cosi in loro un continuo stato di pressione psicologica e di prostrazione morale che li faceva vivere in condizioni disagiate e pericolose. Frequenti sono state le aggressioni fisiche sia a danno del marito che del figlio. In una occasione la donna si era spinta, pur di ottenere del danaro dal marito, a minacciarlo di incendiare la propria abitazione o di sfogare la propria violenza sul figlio.

La terza ordinanza applicativa di misura cautelare personale del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla p.o. e obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, è stata eseguita nei confronti di P.S. classe 1986.
L’indagato si è reso responsabile dei reati di maltrattamento, lesioni e violenza sessuale nei confronti dell’ex compagna convivente P.N. classe 1992.
P.S. ha sottoposto a sistematiche vessazioni psico-fisiche la vittima, assumendo nei suoi confronti un atteggiamento morbosamente geloso, impedendole di avere rapporti con i suoi familiari e di indossare gonne o maglie scollate, seguendola ed appostandosi sul posto di lavoro per controllare che la stessa non rivolgesse parola a nessuno uomo. In un’occasione, l’indagato dopo aver spinto la persona offesa sulla veranda dell’appartamento l’ha chiusa fuori, impedendole di rientrare in casa per un paio di ore.
In due distinte circostanze, infine, l’indagato ha costretto con violenza e con minacce la vittima ad avere rapporti sessuali completi.